Job Acts: più opportunità e tutele per professionisti e partite IVA.

Si rafforzano le tutele per professionisti e partite Iva: l’indennità di maternità si potrà ricevere pur continuando a lavorare (non scatta l’astensione obbligatoria); alla nascita del bambino si avrà diritto a un congedo parentale di sei mesi (entro i primi tre anni di vita) e in caso di malattia o infortunio il rapporto con il committente si sospende (non si estingue) per un periodo non superiore a 150 giorni.

(fonte Giorgio Pogliotti e Claudio Tucci – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/lrANEy)

NUOVE OPPORTUNITÀ per LA CRESCITA PROFESSIONALE.

Oltre alle tutele, aumentano anche le opportunità per i liberi professionisti.

Il Ddl sul lavoro autonomo, infatti, prevede che le spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale nonché le spese di iscrizione a convegni e congressi siano integralmente deducibili, entro il limite annuo di 10.000 euro. Sono integralmente deducibili, entro il limite annuo di 5.000 euro, anche le spese sostenute per i servizi personalizzati di certificazione delle competenze, orientamento, ricerca e sostegno all’auto-imprenditorialità, mirate a sbocchi occupazionali effettivamente esistenti e appropriati in relazione alle condizioni del mercato del lavoro, erogati dagli organismi accreditati ai sensi della disciplina vigente.

LIBERI PROFESSIONISTI COME LE PMI.

Grazie alla Legge di Stabilità, i liberi professionisti sono, inoltre, equiparati alle imprese nell’accesso ai fondi europei, recependo, così, la direttiva europea a riguardo.

In pratica, dal 2016 possono accedere come le PMI ai piani operativi regionali e nazionali dei fondi sociali europei (FSE) e del fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che rientrano nella programmazione 2014-2020.

Citando le parole di Gaetano Stella, presidente di Confprofessioni, questo “è un risultato storico, per sbloccare ingenti risorse a favore de­gli studi professionali”, “un risultato straordinario che finalmente proietta i liberi professionisti italiani su una dimensione europea” si tratta, tuttavia, non di un traguardo, ma “di un punto di partenza per assicurare a tutti i liberi professionisti, senza alcuna distinzione, le risorse necessarie per competere ad armi pari sul mercato dei servizi professionali”.