LA LEGGE DI STABILITA’ 2016

La legge di Stabilità 2016, approvata dal Governo e in discussione al Parlamento, pare voler confermare, con riferimento alle nuove assunzioni a tempo indeterminato con decorrenza dall’1 gennaio 2016 al 31 dicembre 2016, la possibilità di godere dello sgravio contributivo già introdotto lo scorso anno.

Esonero contributivo 2016: CONTRATTI A CONFRONTO

Tratto da Il Sole 24 ORE del 19/10/2015, pagina 4

A partire dal 01.01.2016 la Legge di stabilità riduce l’importo dell’esonero fino ad un massimo di 3.250,00 € annui, fruibile per un massimo di 24 mesi, per le assunzioni a tempo indeterminato attuate nel corso del corrente anno. L’esonero contributivo per assunzioni a tempo indeterminato si riduce, quindi, al 40% per il 2016 ed è fruibile per due anni e non più per tre come lo scorso anno.

Per l’anno 2016 si riconferma il taglio del 50% dei contributi Inps e Inail posti a carico dell’azienda, per un massimo di 12 mesi per quanto riguarda le assunzione a tempo determinato, e di 18 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato o di trasformazione contrattuale da tempo determinato a tempo indeterminato. L’agevolazione, lo ricordiamo, riguarda le assunzioni di lavoratori che abbiano superato i 50 anni e che siano disoccupati dal almeno 12 mesi.

Per quanto riguarda l’occupazione femminile, gli incentivi vengono messi a disposizione per le assunzioni di donne senza un impiego da almeno 6 mesi per mansioni che rientrino nelle categorie stabilite dal decreto legge del 13 ottobre (ovvero dove ci sia un elevato tasso di disparità tra uomini e donne – settori come agricoltura, trasporti ed industria manifatturiera ne sono un esempio), nonché per tutte le lavoratrici senza un impiego da almeno 24 mesi.

Per le assunzioni a tempo indeterminato di soggetti che beneficiano del nuovo sussidio di disoccupazione NASPI, per ogni mese di retribuzione, viene versato all’azienda un contributo pari al 50% dell’indennità che sarebbe dovuta andare alla risorsa se fosse rimasta disoccupata.

L’ultima opzione da esaminare è quella dell’apprendistato: per l’intera durata del rapporto lavorativo, i datori di lavoro possono fruire di una decontribuzione pari all’11,61% nonché di tutta una serie di ulteriori agevolazioni.

L’apprendistato si conferma la scelta più conveniente.

Dal 1° gennaio 2012 ed entro il 31 dicembre 2016, la stipulazione di contratti di apprendistato comporta, infatti, la percezione di una contribuzione pari all’11,61% per tutta la durata del rapporto. Al termine del periodo di apprendistato l’agevolazione contributiva viene riconosciuta per ulteriori dodici mesi. Inoltre per i datori di lavoro, che occupano alle proprie dipendenze un numero di addetti pari o inferiore a nove, lo sgravio contributivo è totale, salva l’applicazione dell’1,61% relativo all’assicurazione sociale per l’impiego per i periodi contributivi maturati nei primi tre anni di contratto.
Mettendo a confronto, sotto il profilo contributivo, le agevolazioni fruibili, l’apprendistato rimane quindi l’opzione più favorevole al datore di lavoro: la retribuzione lorda è più bassa ed i contributi Inps si attestano intorno al 13%.

Federica Bassano

Responsabile didattica