TEAM BUILDING: COSA CI INSEGNA IL PROGETTO ARISTOTELE – LA MISSIONE DI GOOGLE ALLA RICERCA DELLA SINERGIA AZIENDALE.

 Come si fa a costruire un team di lavoro perfetto?

In un mercato definito dalla tensione verso il perfezionamento continuo e la massima efficienza lavorativa, sono in molti a essersi posti questa domanda. Ma quando anche il gigante della tecnologia Google ha iniziato a occuparsi della questione, la curiosità si è presto trasformata in ricerca sistematica.

Fin da subito era apparso evidente che mettere insieme le migliori personalità non equivaleva alla costruzione del miglior team, l’intelligenza del gruppo era qualcosa che superava la somma delle intelligenze individuali e, a volte, squadre composte da dipendenti mediocri risultavano tra le più efficaci. Tuttavia, nonostante la grande mole di elementi presi in considerazione, la squadra di scienziati faticava a riconoscere un pattern correlato ai successi lavorativi dei team. Talvolta le squadre migliori erano composte da amici che si frequentavano anche fuori dal lavoro, talvolta invece erano composte da persone che non si conoscevano affatto. Neanche l’analisi della compatibilità dei caratteri o la condivisione di passioni e hobby sembravano essere elementi rilevanti.

A segnare il punto di svolta della ricerca fu l’introduzione dell’analisi delle norme di gruppo: quelle regole implicite che si instaurano all’interno di una squadra e governano le interazioni sociali tra i membri. In particolare, due di queste norme sembravano avere un alto tasso di correlazione con i successi dei team:

    1. La distribuzione omogenea dei turni di conversazione – non importa se ognuno prende la parola solo per parlare dell’argomento di cui è esperto o se tutti quanti intervengono in ogni discussione, i gruppi che funzionano bene sono quelli in cui tutti i membri hanno la possibilità di parlare in misura uguale.
    2. Alto livello di sensibilità sociale – una caratteristica misurabile attraverso un test specifico che definisce la capacità umana di cogliere le sensazioni ed i sentimenti delle persone che ci circondano. Gli individui dotati di forte empatia alzano in modo decisivo l’efficienza dei gruppi in cui lavorano.

Queste due norme costituiscono l’essenza del concetto di sicurezza psicologica. Con questo termine si definisce la consapevolezza dei membri di un gruppo di potersi esprimere liberamente ed esporsi a maggiori rischi interpersonali, senza alcuna paura di venir derisi, puniti o rifiutati.

In poche parole, ciò che ci insegna lo studio del Progetto Aristotele è che la libertà di essere sé stessi sul luogo di lavoro è il vero fattore fondamentale che può significare la differenza tra successo e fallimento. Saper eliminare la maschera professionale è il vero segreto di un’azienda ambiziosa, che sfrutta la chiarezza per coinvolgere i dipendenti nei propri obiettivi e nelle proprie strategie. Così il lavoro assume un vero significato nella vita di tutti i dipendenti che, contemporaneamente, scoprono un incentivo intrinseco per creare innovazione e ambire al successo dell’organizzazione.

Luca Accolla

Social Media Manager