Maggior sostenitore:

La Persona al Centro

Realizzato grazie a Compagnia di San Paolo e all’equipe di Iniziativa Moi.

Il progetto “La persona al centro” prende vita come derivazione diretta del progetto “Rottasicura.org”, presentato in Regione Piemonte, registrato e avviato in data 31/01/2017.

 
 
 
 
 

Il Progetto

La Persona al Centro è un progetto che nasce per due motivi fondamentali. Il primo è smontare un sistema ormai consolidato, di formazione e orientamento di massa, che non riesce più a capire le reali esigenze delle persone, ma si chiude invece dentro dei canoni prestabiliti e standardizzati. La formazione di una persona adulta non può e non deve seguire i canoni della formazione scolastica standard. Deve invece tenere in considerazione la fascia di età di ogni persona e adeguarsi alla modalità di apprendimento relativa. Il secondo motivo, ancora più importante, è il voler vedere e riconoscere le reali capacità e il valore intrinseco delle persone coinvolte.

Un ringraziamento speciale va inoltre all’Ass. Regionale Monica Cerutti, che per prima ha creduto nelle potenzialità del progetto: infatti, dopo averci dato la possibilità di esporre la nostra visione, ci ha fornito spunti, contatti e strumenti e tanto supporto morale per dare vita a La Persona al Centro.

Gli Obiettivi

Un obiettivo è quello di arrivare a trasformare le attitudini, gli interessi, il background e le soft skills dei soggetti in opportunità curricolari. Ma non è il solo. Come detto, vogliamo far vedere quanto la formazione, se svolta in modo ottimale e sempre tenendo conto di ogni personalità presente, possa rivelarsi uno strumento essenziale per attuare un cambiamento tangibile alla qualità della vita.

Inoltre, si vuole arrivare al punto in cui i candidati non siano più dei soggetti dipendenti dalla sussistenza, ma personalità attive, ben consapevoli e inserite. La sussistenza infatti tende a creare dipendenza e a far entrare le persone in un circolo vizioso. La conoscenza invece genera indipendenza e permette alla persona di intraprendere un percorso virtuoso.

Nostro obiettivo è quello di applicare a tutti gli effetti quello che il mondo occidentale dichiara di aver conquistato, sfruttando tutte le teorie che esistono ma che, per scarsa attenzione, pigrizia o per meccanicismo dei processi burocratici, si dimostrano estremamente fallaci nell’atto pratico. La nostra sfida è dimostrare che possono essere attuate se si mette la giusta attenzione e passione.

I Partner

SPFormazione – CAPOFILA:

responsabile del coordinamento, della progettazione e supervisione di tutte le attività progettuali. Inoltre, contribuisce al monitoraggio e si occupa dell’erogazione della formazione in aula.

Consorzio Sinapsi:

si occupa delle attività di servizi al lavoro, con il fine di favorire l’incontro tra l’offerta del territorio e la domanda derivante dagli utenti. Inoltre partecipa all’attività di selezione dei candidati.

Associazione Nazionale Unione Dei Mediatori Interculturali (A.N.U.M.I.):

si occuperà della docenza dei moduli di mediazione. Essendo coinvolta in tutte le azioni di valutazione delle skills, garantirà una corretta lettura delle competenze. Inoltre assiste i partecipanti durante l’inserimento lavorativo.

SYNERGIE Agenzia per il lavoro: 

Garantisce un supporto per quanto riguarda l’inserimento lavorativo e la condivisione delle strategie.

La nostra metodologia

Le attività di La Persona al Centro nascono da un’inversione totale rispetto agli approcci classici in tema di formazione.

Partendo dalla soluzione e non dal problema, poniamo al centro del processo la persona. L’attenzione verso i partecipanti al progetto deve sempre essere al primo posto rispetto a ogni azione che si vuole realizzare. La nostra forma di insegnamento passa dalla lezione frontale, virtuale e esperienziale, fino all’inserimento in prima persona nel mondo del lavoro.

Le Finalità

La Persona al Centro vuole creare un’alternativa all’attuale sistema di inserimento dei migranti, per rendere gli utenti produttivi ma soprattutto indipendenti. I partecipanti al progetto sono delle persone che sono state per anni all’interno di questo sistema, in cui non si può parlare di reale accoglienza e integrazione, ma, alla luce dei fatti, si tratta solo di emarginazione, nata dall’azione, o meglio “non azione”, di tutte le realtà coinvolte.
Attuando questo progetto, con queste determinate modalità, vogliamo capire quanto e se sia possibile ri-educare e reinserire questi soggetti in modo produttivo e con un risultato soddisfacente per tutte le parti, ma soprattutto far tornare nei sorrisi delle persone la luce della speranza e la voglia di crearsi un futuro nuovo.